www.byoblu.com Colazione. Il tavolo è illuminato dai primi raggi di sole del mattino, in questo strano ottobre. I cornetti appena usciti dal forno si sfaldano velocemente, disseminando la tovaglietta rossa di briciole. Le guardo pensieroso, mentre attendo di trovare la motivazione per fare un altro sorso di tè. Parlare di banda larga con la Santanchè è un'esperienza onirica. Dietro agli occhi ancora velati di sonno, mi chiedo se in fondo io non l'abbia solamente sognato. Il mio sguardo vaga tra i cumuli di macerie lasciati qua e là dai cornetti. Parrebbe la giusta metafora per il nostro paese, se solo la realtà non fosse altrettanto dolce. Poi la vedo. E' così piccola che per metterla a fuoco ci vuole un po'. Si aggira in mezzo a tutto quel ben di Dio, con le sue instancabili zampette. Cambia spesso direzione, come indecisa sul da farsi: ha a disposizione uno sterminato campo di risorse caloriche, ma non sa come utilizzarle. Sono troppe. E non ha un piano. Una formica che si contende la tua colazione, aggirandosi sul tavolo, mette a dura prova la tua pazienza, ancora annebbiata dai fumi del sonno. Finito lo svago dei primi secondi il dito indice si solleva, obbedendo ciecamente ai riflessi incondizionati di un passato ancestrale. Distrattamente, il polpastrello si avvicina all'inconsapevole creatura, incombendo sulla sua esile figura come una enorme nuvola, come l'ombra della morte mandata da un beffardo o forse indifferente destino. Non sa di avere ancora pochi istanti
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