Stiamo raggiungendo (ma forse è già stato raggiunto) il picco della curva del petrolio estratto. Se, come si ipotizza, il picco è stato raggiunto nel 2000, nei prossimi anni il petrolio comincerà a scarseggiare e la domanda a crescere. Abbiamo grandi problemi con il clima e troppo inquinamento. E qual'è la brillante soluzione di chi muove le fila di tutto il teatrino mondiale? Produrre "carburanti biologici", ricavati dagli oli delle piante o dagli scarti delle coltivazioni o dal legno. Bruciandoli, ritorna in atmosfera semplicemente il carbonio che le piante hanno estratto mentre stavano crescendo. Grandioso! Già, peccato che se i carburanti ecologici decollano, essi causeranno un disastro umanitario mondiale.Aveva ragione Fidel Castro e torto George Bush: la corsa al granturco per produrre ecobenzina colpisce drammaticamente i poveri. A dirlo, ora, è l'Onu. "Un crimine contro l'umanità". aree sempre più vaste sono state destinate alla produzione di mais. È questo, specificamente, il "crimine contro l'umanità" di cui parla Ziegler: la sottrazione di preziosa terra arabile alla produzione alimentare, per destinarla ai carburanti. Man mano che la popolazione mondiale aumenta, infatti, la quantità di terra arabile a disposizione diminuisce: pro capite, è quasi dimezzata rispetto al 1970. La corsa all'etanolo rischia di strangolare questa risorsa: un recente studio calcola che, per aumentare la produzione di biocarburanti in misura sufficiente ad assicurare il 5% dei
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