Emanuela Orlandi, la figlia quindicenne del postino personale di Papa Giovanni Paolo II, scomparve il 22 giugno 1983 verso le 19, dopo essere uscita dal conservatorio vaticano Ludovica da Victoria, in piazza SantApollinare, proprio dove fu seppellito de Pedis, boss della Magliana. La ragazza fu vista da due testimoni parlare con un uomo che aveva accostato un Bmw verde tundra davanti al Senato. La scomparsa divenne un caso internazionale allorché rivendicarono il rapimento sedicenti sostenitori di Ali Agca, il terrorista turco dei Lupi Grigi che nell'81 attentò alla vita di Wojtyla. Fu solo uno di numerosi depistaggi. Una svolta nelle indagini è stata data dalle rivelazioni di Sabina Minardi, lex amante di De Pedis, che ha reso dichiarazioni alla polizia sul rapimento della ragazza, coinvolgendo un alto prelato-banchiere che avrebbe elargito del denaro alla banda della Magliana. Indagato il telefonista che il 28 giugno dell'83, sei giorni dopo la misteriosa sparizione, telefonò a casa Orlandi presentandosi col nome di Mario, lasciando intendere ai genitori della ragazza di avere a che fare con il rapimento, pur senza fornire alcuna indicazione precisa né fare richiesta di alcun riscatto. Mistero sul suo nome, ma è certo che si tratta di un personaggio noto alle forze dellordine, vivente, attualmente libero. Qui un'interessante ricostruzione della tragica vicenda ad opera del giornalista dell'Espresso Pino Nicotri, che racconta altri dettagli sconcertanti dell'intricato
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